Appartamenti di “Villa Madrè”: clamoroso “tonfo” di Maggioranza e Giunta

Posted on 13 Agosto 2014 · Posted in Lavori Pubblici, Turismo

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Lunedi 11 cm il Consigliere Gianfranco Mannini, a nome e per conto del Gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza. Nell’esposto si ripercorre la questione nata nella campagna elettorale delle Amministrative in cui sono stati rieletti il sindaco Marco Filippeschi e l’assessore Ylenia Zambito. Costoro, appunto, in campagna elettorale “spararono” sui giornali:  “Arrivano 28 case ad affitto concordato, già stipulato, in pratica, il contratto”.

Da subito le dichiarazioni furono contestate dal consigliere Mannini in quanto, non corrispondenti  alla realtà: i 28 appartamenti  di cui si parlava, altro non erano (e sono) una RTA (Residenza turistico alberghiera realizzata in appoggio all’albergo “Villa Madrè”. Albergo, però, che Condotte Spa, l’azienda proprietaria, deve ancora realizzare per cui siamo in presenza, nei fatti, di un intervento urbanistico ancora da completare in presenza di una concessione che scade il prossimo anno. Condizioni per le quali, secondo il M5S, essendo noto che, la vigente normativa (legge 431/98) sulle “locazione immobili ad uso abitativo”, diversamente da quanto affermato da sindaco e assessore, vieta la possibilità di affittare gli appartamenti di detta struttura come civile abitazione, questa, in assenza della base di appoggio costituita dall’albergo, non potrebbe essere utilizzata in nessun modo, a meno che…  l’assessore Zambito  con una pervicacia degna di obiettivi ben  più nobili e qualificanti, all’indomani della rielezione,  si è immediatamente attivata per far entrare dal buco della chiave quello che non era possibile far entrate né dalla finestra né dalla porta. Convocata prontamente la Commissione  Consiliare affari sociali, dopo aver confessato al consigliere Mannini:  “non essere mai intercorso alcun rapporto di tipo contrattuale relativo all’immobile di proprietà di detta società ubicato in viale delle Cascine”,  chiede alla Commissione la modifica del  regolamento comunale sull’Agenzia Casa, adottato nel 2012, il cui  obiettivo era e resta (art. 2)  consentire all’APES di “acquisire abitazioni in comodato o locazione (…) e stipulare contratti abitativi a canone agevolato e beneficiare delle agevolazioni fiscali e finanziare consentite dalla legge 431/98;

nell’ottobre del 2013, portato l’argomento in Consiglio Comunale il nuovo Regolamento viene approvato (delibera n. 53) dalla Maggioranza,  dopo aver respinto l’emendamento all’art .5,  con il quale il M5S chiedeva di rendere palese il carattere transitorio di quanto veniva approvato, aggiungendo dopo le parole: “affitto temporaneo” le parole: “per un massimo di tre  mesi”. Nell’occasione il Gruppo del M5S, dopo aver avvertito l’intero Consiglio Comunale che, il provvedimento proposto presentava evidenti profili di illegittimità,  non partecipò  al voto!;

in presenza di un  impianto normativo chiarissimo, rappresentato  dalla legge 431/98 che pone dei vincoli ai quali non è dato, neppure all’Ente pubblico, la possibilità di derogare, l’APES  nell’aprile del 2014 stipula una scrittura privata con Condotte Spa con la quale, in violazione delle norme appena richiamate,  prende  in locazione per 4 anni a far data dal 1 aprile 2014 ed un  canone di locazione annuale  convenuto in Euro 124.112, 70 oltre IVA al 10%” (Totale  Euro 136.624,00 (doc.4)),  “l’intero complesso immobiliare e relative pertinenze denominato VILLA MADRE’, avente destinazione urbanistica  a RESIDENZA TURISTICO ALBERGHIERA che consta di 28 unità abitative”. E paga la prima rata di 35mila Euro;

contrariamente, ancora, alla legge e alla dichiarata necessità dovuta alla emergenza abitativa,  l’APES cede 16 dei 28 appartamenti  al DSU di Pisa che, come noto,  non figura tra gli Enti pubblici chiamati a dare risposta all’emergenza abitativa (Stato, Regioni, Provincie e Comuni)  anche se strutturalmente legato alla Regione (cass. Civ.  n 8880 /91), (doc. 4/b);

il richiamo all’impellente bisogno di dare  soluzione  dell’emergenza abitativa, è negato nei fatti: oltre la metà (16) di detti appartamenti vengono “incomprensibilmente” ceduti  al DSU con il quale  il Comune è in contenzioso per una cifra di 185mila euro necessari a terminare la residenza artistica per studenti di via F. da Buti, costruita appositamente per dare 32 alloggi. Inoltre, 6 dei rimanti 12 alloggi vengono girati alla Società della Salute, quindi, solo 6 alla fine sono destinati a far fronte  all’emergenza con contratti, non transitori, ma di 4+4 anni per assegnare i quali è, addirittura, necessario fare un bando, perché nessuno vuole andarci (ma le 150 famiglie che, secondo la Zambito premevano per avere gli appartamenti? desaparecidos!!!);

4  anni  durante i quali  Comune  e  DSU spenderanno 560mila euro, mentre ne basterebbero 185mila per aprire la residenza di via F. da Buti, struttura che garantirebbe, come detto, non 16, ma 32 posti letto!!!;

mentre, il privato (Condotte Spa) senza colpo ferire, recupera inaspettatamente 560mila euro con un  intervento connotato da più di un profilo di illegittimità che,  non può non essere classificato come speculativo, constatato che, afferma Mannini,  per quello che è a nostra conoscenza,  l’intervento del Comune non ha riguardato la generalità  delle RTA pisane, ma solo quelle di proprietà di Condotte Spa;

a dimostrazione della millantata “emergenza abitativa” per la quale si sono stravolte le normative di riferimento, continua il consigliere pentastellato nel Consiglio comunale di giovedì 31 luglio con all’odg “variazione di bilancio”, la Giunta ha annunciato per l’ennesima volta la (s)vendita della “Mattonaia”  con il deprezzamento da 3,3 a 2,9 milioni di euro. Valore che risulta addirittura inferiore ai 3,1 milioni fin qui spesi.  Non per costruire nuove case, come raccomanda la legge ( “Le risorse derivanti dalle alienazioni degli edifici pubblici devono essere destinate esclusivamente a un programma straordinario di realizzazione o di acquisto di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e di manutenzione straordinaria del patrimonio esistente”), ma per consentire la riparazione del manto stradale di Lungarno Pacinotti e via Pietrasantina (!). E i soldi incassati da PISAMO per le multe, per cosa vengono utilizzati?;

In attesa dei risultati delle indagini da parte della Guardia di Finanza, sulla vicenda è intervenuta a favore delle tesi del M5S la dott.ssa A. Nobile, Segretario Generale del Comune di Pisa.

Nella sua Relazione inviata, anche all’Assessore Zambito, è dato leggere tra l’altro:

non sussistono i presupposti e  le condizioni legittimanti la stipula del contratto e ne suggerisco, di conseguenza, la risoluzione consensuale o la dichiarazione, in via giudiziale, di nullità per illiceità ( se non addirittura inesistenza) della causa”,

questi tipi di intervento non possono superare i 60 giorni

da questo quadro ne discende, abbastanza chiaramente, che Apes, per far fronte all’emergenza abitativa, non avrebbe potuto stipulare un contratto di locazione di un immobile a destinazione turistico – ricettiva, perché si deve trattare di immobili con destinazione di uso residenziale. Né tanto meno, avrebbe dovuto stipularlo di durata quadriennale, sia in forza del citato articolo 3 del Regolamento sull’emergenza abitativa (che,  appunto, precede l’albergazione per non più di 60 giorni), che in base alla le che rende inapplicabile la stessa (art. 2) “ai contratti di locazione stipulati dagli enti locali in qualità di conduttori per soddisfare esigenze di carattere transitorio

in aggiunta a tutto ciò, la struttura di Viale Delle Cascine non può dirsi esistente, in quanto, non avendo mai presentato la segnalazione certificata di inizio attività prevista dalla normativa statale e regionale in materia di strutture ricettive, non è mai stata attivata  e non risulta avere mai funzionato (se lo ha fatto, si è trattato di esercizio abusivo)

“anche sotto questo aspetto, quindi, la stipula del contratto di locazione con Condotte Immobiliari appare illecita.”

Da queste osservazioni discende, peraltro la conseguenza che, non potendo APES ricorrere a questa forma contrattuale per perseguire le finalità sociali che l’ordinamento assegna al Comune, tanto meno avrebbe potuto utilizzarle per far fronte alle esigenze di altre amministrazioni (nel caso specifico, Az. Reg. DSU)

In merito al danno erariale  il M5S  chiede sia rispettato, una volta per tutte, il principio che chi sbaglia paga di tasca propria e, poi,  ne tragga anche  le giuste conseguenze politiche.

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