La senatrice Paglini di nuovo a Pisa

Posted on 21 Settembre 2014 · Posted in Cultura

DSC01108Le vicende della gestione del patrimonio culturale di Pisa stanno avendo risonanza nazionale ormai ma, purtroppo, non per la loro esemplarità.
Iniziando con la grave vicenda, ormai annosa, della chiusura della Biblioteca della Sapienza, per la quale il Sindaco che vedeva privare i cittadini di un servizio così importante non aveva mosso un dito, gli interventi del Movimento 5 Stelle in Parlamento hanno denunciato più volte l’inadeguatezza dell’Amministrazione Comunale alla gestione dei nostri beni culturali.
Lo stato di abbandono della chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia , che la senatrice Sara Paglini, dopo aver effettuato un sopralluogo, ha portato all’attenzione del Senato, ne è un esempio lampante, soprattutto alla luce degli annunci dell’Assessore Danti sugli investimenti fatti dall’Amministrazione per i beni culturali: si lasciano crollare chiese ed edifici medievali e rinascimentali per creare complessi inutili e fatiscenti…
Anche la vicenda dell’accordo, che possiamo definire “fantasma” (prima si dichiara che è stipulato, poi che era solo un verbale a cui mai seguirà accordo) firmato in Prefettura tra molteplici Istituzioni pubbliche per l’affidamento al volontariato del monitoraggio e della manutenzione dei beni culturali dimostra una volontà di penalizzazione e declassamento dei beni culturali e dei suoi operatori in quanto viene negata la professionalità necessaria per mantenere l’integrità ed una corretta fruizione dei beni stessi.
Nonostante si dichiari che l’accordo non ha formalizzazione si ricorre esclusivamente al volontariato per l’affidamento della gestione delle mura pisane. Non solo si estromettono ancora una volta le professionalità ma si concede un affidamento diretto, senza nessun tipo di bando o selezione. La delibera dell’Amministrazione Comunale, per l’affidamento della gestione della porzione di camminamento sulle mura da Piazza Manin alla Porta del Leone, all’Associazione AMUR, è solo la conferma di quanto era già palese, dal momento della costituzione della stessa Associazione.
Infatti l’Associazione AMUR si costituisce il 21 marzo 2013, e cioè quando il progetto PIUSS di restauro delle mura era avviato con i lavori di restauro ivi previsti: i membri fondatori sono conosciuti cittadini pisani legati da sempre al PD e, addirittura, consiglieri comunali PD.
Lo scopo dichiarato dall’Associazione è la valorizzazione delle mura e sorprende che non si fosse sentita l’esigenza di proteggere e valorizzare questo importante patrimonio della città prima che venisse predisposto un progetto di “utilizzo”, quando era veramente a rischio causa l’abbandono.
E’ stata, quindi, messa da parte l’idea dell’Associazione Amici di Pisa e Amici dei Musei e Monumenti Pisani, di costituire una Fondazione a capitale misto, pubblico e privato a favore dell’affidamento diretto ad AMUR.
In più, e cosa gravissima, la decisione di stipulare l’accordo è stata presa solo dalla Giunta che ha scavalcato sia la Commissione cultura che il Consiglio Comunale dopo la nota cena conviviale del Sindaco con i membri più in vista di AMUR.
Per denunciare questo ennesimo atto, contro il quale si sono sollevate le associazioni culturali pisane e parte della cittadinanza, la Senatrice del Movimento 5 Stelle Sara Paglini, sollecitata dagli attivisti pisani, ha presentato un’interrogazione parlamentare.

Ieri la Senatrice Sara Paglini è tornata a Pisa per una conferenza stampa svoltasi davanti alla Porta del Leone. Ha rilasciato dichiarazioni di denuncia riguardo all’operato dell’Amministrazione Comunale, sottolineando che la Carta di Pisa, tanto sbandierata in campagna elettorale, è stata disattesa in quanto l’Amministrazione non ha agito con criteri di trasparenza.

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