Sull’aeroporto

Posted on 7 Novembre 2014 · Posted in Trasporti, Turismo, Viabilità

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Oggi ospitiamo una riflessione di alcuni giovani attivisti del MoVimento 5 Stelle di Pisa sulla vicenda dell’aeroporto Galilei.

Siamo venuti a conoscenza, attraverso gli organi di informazione, che è in atto il progetto di cessione delle rimanenti quote dell’aeroporto Galilei. Si sta dunque valutando di svendere, ad un prezzo significativo, il 34% di quote dei soci SAT (società dell’aeroporto di Galilei). Noi del Movimento 5 Stelle riteniamo opportuno svolgere una piccola – ma allo stesso tempo significativa – riflessione a riguardo.

L’aeroporto Galilei di Pisa, nonostante il difficile contesto macroeconomico, ha prodotto e continua a produrre cifre importanti riguardo a traffico ed utile, raggiungendo anche nel 2011 il record di denaro liquido apportato alla città ed alla regione; parliamo di milioni di euro, non sono cifre da poco. Essendo intrappolati nella morsa di una crisi che sembra soltanto peggiorare anziché stagnarsi, avere nella nostra amata città un costante impatto economico come quello che il Galilei sta riuscendo ad offrire, non può che esserci di aiuto.

Capiamo benissimo che oramai queste privatizzazioni vadano di “moda” e siano all’ordine del giorno nel paese, ma vogliamo comunque continuare ad opporci, magari provando ad influenzare l’opinione pubblica riguardo temi delicati come questo. La privatizzazione è insensata a carattere generale, figuriamoci in questo frangente. Svendere il nostro aeroporto ad una società straniera è l’equivalente del metaforico “scavarsi la fossa da soli”:  il Galilei sta producendo utile a dismisura nonostante le condizioni economiche non siano del tutto favorevoli e questi soldi vanno al territorio pisano (in quanto le quote sono pubbliche) ed ai suoi cittadini; l’aeroporto è dunque per noi una sorta di sicurezza di fronte alla crisi. Cedendo le quote pubbliche, oltre a continuare il consumo dello scempio che vede la continua svendita dei beni pubblici italiani a ricche società estere, affideremo l’aeroporto a dei privati che prima di tutto aumenteranno il costo del servizio, guardando soltanto al loro mero scopo di lucro, a discapito delle esigenze dei cittadini. Proprio così: perché la privatizzazione di un servizio pubblico comporta sempre un aumento del prezzo (senza aumento del fattore qualitativo ovviamente) ed una possibile ed eventuale perdita di posti di lavoro.

“Ma Fontanelli ha detto che con le quote vendute le casse comunali incasseranno un’ ingente somma di denaro liquido, utile per fare investimenti sul territorio”.
Fontanelli ha affermato questo, ma pensiamo davvero che tali soldi saranno spesi concretamente e con razionalità per investimenti sul territorio? Non pensate ci possa essere dispersione di liquidità ottenuta? Addirittura sprecata in opere pubbliche la cui costruzione dura anni e anni (non sarebbe la prima volta a livello locale, non dimentichiamoci di episodi come quello della strada a San Giuliano e della piazza Vittorio Emanuele).
Detto questo, riteniamo che la privatizzazione sia l’ennesima perdita di sovranità per il paese e per i i diritti dei suoi cittadini. Quindi noi ci opponiamo alla vendita del patrimonio italiano e pisano a società estere.

Un’alternativa concreta per evitare questo ennesimo tentativo di perdita di diritti pubblici è riconducibile all’opposizione verso la fusione dell’aeroporto con quello di Firenze. Se riuscissimo ad impedire questo processo, le quote cittadine del 34% non perderebbero il loro valore ed avrebbero abbastanza forza per opporsi con intransigenza al progetto. Teniamo inoltre a ricordare che l’ente pubblico che regolamenta, razionalizza e certifica le varie modifiche dei servizi aeroportuali italiani (l’Enac) è gestito da dirigenti di nomina assolutamente politica espressione di PD e Forza Italia e dal Ministero dei Trasporti,  in cui Lupi (esponente di NCD) è ministro. Alla luce di questo, noi ci rivolgiamo alla sezione pisana del PD e del NCD: se veramente avete a cuore il nostro aeroporto, la nostra città e la sovranità nazionale del paese, fate pressione sull’Enac, magari contattando anche il premier Renzi o il ministro Lupi, affinché l’ampliamento della pista di Peretola non vada in porto; in questo modo, come già detto prima, riusciremo, col valore del restante 34% delle quote, a costruire un fronte di resistenza che si possa opporre concretamente al depotenziamento dell’aeroporto.
Siamo al corrente delle divergenze riguardo la posizione sull’aeroporto di Pisa e di Firenze (vedi il partito NCD, che a Pisa è contrario all’ampliamento della pista di Peretola, e a Firenze invece è favorevole), ma per una volta cerchiamo di lasciare perdere i soldi e pensiamo a cosa è bene per il territorio toscano e per i suoi cittadini; noi dei 5 Stelle, all’unanimità in tutta la regione, riteniamo che l’ampliamento della pista di Peretola, la fusione dei due aeroporti e la conseguente svendita di patrimonio pubblico a società estere, sia soltanto un’auto-condanna.
Il momento decisivo nella vicenda di fusione degli aeroporti toscani arriverà a metà gennaio prossimo, chi vuol difendere il nostro aeroporto, la nostra città, e di conseguenza il nostro paese non può che opporsi con tutte le forze a questo progetto!

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