Il MoVimento 5 Stelle di Pisa sul “Patto di fedeltà”

Posted on 5 Dicembre 2014 · Posted in Attivismo, M5S, Regione Toscana

Il Gruppo del MoVimento 5 Stelle di Pisa (lista certificata) ed il Meetup di Pisa, consultati i propri attivisti e gli altri gruppi e Meetups della Provincia, hanno deciso di non indicare nessun nome per il ruolo dei cosiddetti “referenti” circoscrizionali indicato nel documento denominato “Patto di Fedeltà”. Questo è un documento, proposto in forma originale dal MoVimento 5 Stelle di Grosseto e modificato al Meetup regionale di Grosseto di fine settembre, che oltre ad una serie di obblighi per gli eletti al Consiglio Regionale della Toscana prevede l’individuazione di referenti di livello circoscrizionale.

L’approvazione di questo documento è avvenuta mediante una votazione per posta elettronica e non attraverso il portale nazionale del blog MoVimento_5_Stelle_logowww.beppegrillo.it, che è l’unica piattaforma riconosciuta e dove sono certificati gli iscritti della Toscana, nonostante il MoVimento 5 Stelle di Pisa avesse ribadito ripetutamente l’inopportunità ai Meetups Regionali di Arezzo, Massa e Grosseto. Seri dubbi poi vi sono sulla stessa validità di una votazione effettuata per Gruppi e Meetup non pesata sul numero di abitanti (loro espressione) che, a nostro giudizio, viola apertamente il principio fondativo del MoVimento 5 Stelle “Uno vale uno”, alla base della democrazia diretta. Ed infatti Gruppi e Meetups che hanno votato a favore del “Patto di fedeltà” rappresenterebbero una popolazione inferiore al 20% del totale della Toscana.
I recenti avvenimenti che hanno portato all’espulsione dal MoVimento 5 Stelle del portavoce deputato Massimo Artini non dovrebbero essere sottovalutati, ma anzi imporrebbero una serie riflessione ed un provvidenziale ripensamento sulle decisioni scaturite nella confusione e nelle forzature tra il regionale di Massa e quello di Grosseto.
Entrando poi nel merito, riteniamo inutile e dannoso frapporre tra i livelli locali ed i futuri eletti alla Regione Toscana questo livello circoscrizionale che ricorda molto una segretaria provinciale dei tradizionali partiti politici, strutturati e verticistici. I partiti tradizionali sono dotati di una struttura che però è regolata da norme precise contenute negli statuti, i quali disciplinano la vita e le dinamiche di un partito individuando puntualmente i vari ruoli e quali poteri-compiti corrispondono a ciascuno di essi. Prevedere abbozzi di struttura senza regole è, pertanto, una scelta molto pericolosa, che rischia di creare solo situazioni di conflitto e contrapposizione all’interno del MoVimento.
Lascia, infine, perplessi dal punto di vista operativo l’individuazione di referenti che a tempo pieno dovrebbero svolgere questo gravoso compito, anche dal punto di vista economico, in maniera meramente volontaria.


 

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