La piattaforma Europa e il litorale pisano

Posted on 24 Gennaio 2015 · Posted in Lavori Pubblici, M5S, Regione Toscana, Turismo

 

Piattaforma Europa

La piattaforma europa è un opera che  costituirà il proseguimento a mare dell’attuale Darsena Toscana. Essa sarà larga 300 m e lunga 1.000, sarà destinata sia ai container che ai traffici ro-ro. Il terrapieno Nord, in particolare, sarà dedicato alle Autostrade del mare, con sei accosti e una banchina lunga 1.070 m. A Sud, invece, per i container ci sarà una banchina lunga 1.100 m, con fondali profondi 13 m. A Ovest un’altra banchina da 650 m con fondali a –16 m ospiterà le future grandi navi portacontainer. La superficie complessiva della Piattaforma Europa sarà di circa 90 ettari, per un traffico potenziale di container compreso tra 3 e 3,5 milioni. Sarà necessaria anche una nuova diga foranea. Il costo è di circa un miliardo di Euro.

Non siamo geologi marini ma si presuppone che un mutamento del genere avrà un costo ambientale a carico della zona nord del porto ossia del litorale pisano che come è noto essendo sabbioso è  esposto alle correnti determinate dalle secche della Meloria , insomma andando incontro a una modifica della costa così come la conosciamo temiamo che possa continuare la pericolosa tendenza all’erosione.
La Piattaforma Europa e il litorale pisano
 
Facendo due esempi l’arretramento della linea di riva che c’è stato con la costruzione della darsena  Petroli è nella memoria collettiva di ciascuno di noi che può ben ricordare quanto fossero lunghe le spiagge una trentina di anni fa, l’altro è più recente e riguarda invece la costruzione della vasca di colmata nel porto di Livorno che portò al crollo delle cabine a Calambrone, nel 2003.
Non sappiamo e non possiamo determinare che cosa comporterà la costruzione di questa grande opera per le nostre coste, siamo solo certi che dobbiamo chiedere delle garanzie e che il comune di Pisa per ora ha fatto delle timide domande durante le osservazioni alla vas le cui risposte non ci fanno stare per nulla tranquilli. 
Il nostro intento è informare il più possibile e aprire quel dibattito che adesso è mancato, dibattito con tutti coloro che si ritengono portatori di interesse ad esempio nessuno a Pisa sapeva che si stava lavorando a questa grande opera, nessuno ha informato la commissione ambiente del comune di Pisa eppure gli uffici sapevano, soprassediamo sul tipo di risposte avute dall’assessore all’urbanistica della città di Pisa che sosteneva con assoluta certezza che l’erosione non ci sarebbe stata.
Non vogliamo dire no a priori a quest’opera e riteniamo che non spetti all’amministrazione pisana ma vogliamo che si valuti attentamente tutti i costi ambientali ed economici che dovremmo necessariamente sopportare e che si ponga anche queste considerazioni nel piatto della bilancia.
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