Cantieri Navali di Pisa: il Comune si nasconde dietro a un dito

Posted on 14 Aprile 2015 · Posted in industria

cantieriManca ormai una settimana alla chiusura (21 aprile) del bando di gara ad evidenza pubblica per l’acquisizione dei cantieri navali di Pisa, aperto dal liquidatore della Cantieri di Pisa S.r.l. e l’amministrazione comunale se ne lava le mani della questione delle concessioni demaniali, nascondendosi dietro a un parere riservato dell’avvocatura civica e facendo così sfumare, secondo i sindacati, la possibilità di far ripartire l’attività cantieristica con un partenariato locale che includa la cooperativa dei lavoratoti in lotta da 5 anni per riaprire il cantiere.
Infatti, l‘amministrazione comunale si è schierata contro la revoca delle concessioni demaniali, ad un soggetto privato improduttivo che vi lucra una rendita, impedendo così il rilancio e la concretizzazione di un piano industriale certo sul territorio.
Occorre ricordare, a questo proposito, che la Navicelli S.p.a., partecipata del Comune, ha rinnovato la concessione nel 2010 ad una società totalmente improduttiva e inattiva, la Cantieri di Pisa Porta a Mare S.r.l., senza il ricorso a procedure di evidenza pubblica, per un canone annuo di circa 310 mila euro.
Ma la Navicelli S.p.a. è una società a totale capitale pubblico, partecipata da Comune, Provincia e Camera di Commercio, che amministra dal 92, in convenzione con il Comune di Pisa il patrimonio demaniale di terreni e fabbricati nonché l’assegnazione delle concessioni demaniali all’interno del porto pisano e lungo il canale dei Navicelli e, in questa prospettiva, ha assegnato la concessione con il vincolo in capo al privato di proseguire e sviluppare la propria attività nonché mantenere ed incrementare i livelli occupazionali, nonostante fosse già evidente la sua completa inattività.
Grazie a ciò, quindi, la Navicelli S.p.a. ha consentito la costituzione di una rendita in capo ad un soggetto privato totalmente improduttivo, su una concessione pubblica. Così la Cantieri di Pisa Porta a Mare S.r.l ha potuto concedere, a sua volta, per tutti questi anni alla società Cantieri di Pisa S.r.l. (in liquidazione da 5 anni), l’utilizzo dei terreni demaniali unitamente ai propri terreni, con titolo contrattuale che non è dato di conocere, per un canone annuo di circa 800 mila euro all’anno, lucrando una rendita di 500 mila euro all’anno grazie alla esclusiva sulla concessione demaniale, per un totale di 2,5 milioni in 5 anni di vertenza che avrebbero potuto essere investiti sul cantiere.
In questo quadro, l’amministrazione comunale dichiara inopportuna la revoca di tali concessioni demaniali agitando lo spauracchio dei possibili ricorsi e mettendo in discussione l’esistenza di un interesse pubblico nella revoca.
Ci chiediamo se il rischio non sia piuttosto che i capitali interessati a rilevare il pregiato marchio dalla Cantieri di Pisa S.r.l, investano senza un piano industriale serio per acquisire solamente il valore del marchio, liberandosi dei lavoratori e delocalizzando la produzione altrove, mentre l’amministrazione comunale continua, da 5 anni  a questa parte, a fare soltanto passerelle elettorali  tutelado, di fatto, gli interessi della rendita privata improduttiva.

Share