Pisa dove tutti i nodi vengono al pettine

Posted on 25 Giugno 2015 · Posted in Beni culturali, Cultura, M5S

Dopo due anni in consiglio comunale una lettura delle scelte politiche di questa amministrazione mi pare doverosa. In realtà devo dire che di tutte le promesse elettorali ripetute a mantra in quei 40 giorni in cui il PD ebbe l’ardire di scialacquare 139 mila euro per essere presente anche ai pellegrinaggi a Medjugorie è stato imbastito poco o nulla.
Partendo dal tormentone filippeschiano dei piuss devo dire che ne sono stati completati solo due peraltro della prima era, Corso Italia e Piazza Cavalieri , il resto è un flop pazzesco. Ferme le mura, l’unico ricorso al tar durato anni è quello pisano, ferma la promenade, ferme le Stallette dove si continua a buttare quarini senza veder posizionare un mattone, acque agitate nel piuss dei macelli dove i conti non tornano, immobile l’asilo san Francesco ancorché inaugurato due volte.
Dei grossi lavori pubblici sono rimasti tanti progetti sulla carta consideriamo che l’amministrazione paga lo scotto del fallimento di alcuni sostenitori imprenditori costruttori, ecco che si arriva infatti alle denunce del rudere Pampana. Paga lo scotto di non aver messo persone competenti al posto giusto un assessorato quello all’urbanistica gestito dal dirigente,dato che l’assessore è digiuna, il disastro Villa Madrè è esemplare.
C’è tutta la partita del porta a porta che per ora ha visto solo il raddoppio delle tasse ma che stenta a partire complice la guerra interna fra assessori che si fanno i dispetti. C’è la battaglia fra dirigenti e assessori con l’annuncite, faccio di vi faccio di la… Devo a onor del vero dire che l’unica cosa che disgraziatamente va a avanti , e qui sarà la rovina totale della città, è il people mover, che farà definitivamente gli interessi della Giani portando tutto il traffico a Firenze.
La questione aeroporto è un disastro su tutti i fronti, mentre si cerca il colpevole in Costantino Cavallaro, la nostra amministrazione si dimentica di riscuotere le quote della rottura del patto parasociale da Rossi, (una distrazione?). Intanto la fusione va a gonfie vele e il nome Pisa non compare più in nessun scalo in giro per il mondo.
La cosa ancora più bella è la sistemazione del traffico del litorale fatta a suon di pennellate per non affrontare seriamente il problema con le infrastrutture vere. Le pennellate di blu stanno invadendo tutta la città con la tragedia della sesta Porta che economicamente non sta in piedi. C’è la disgrazia della Ctt nord dove il presidente è caduto in disgrazia dall’ultima tornata elettorale avendo anch’egli indossato occhialini rossi, meglio non pararne quindi.
Tra le tante promesse ricordo Tirrenia Città del cinema, la Luminaria patrimonio unesco, Pisa capitale della cultura.
Tra le tante curiosità poi c’è la vendita estiva del palazzo di via facchini ex telecom o sepi per i pisani. In fretta e furia si mette in vendita un edificio di dimensioni notevoli e restaurato di recente, con una gara balneare non al prezzo di mercato, stimato dall’ufficio Patrimonio ma grazie alla stima dell’Agenzia delle Entrate che ribassa notevolmente il prezzo e con un bando che ribassa di un ulteriore 20% la base d’asta, come se io volessi vendere casa mia e il prezzo lo decide l’acquirente, non vorrei a questo punto che l’acquirente fosse già individuato ancora prima della gara…
Ne vedremo delle belle, intanto il castello di carta sta crollando!

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