Biblioteca?

Posted on 30 Novembre 2015 · Posted in Beni culturali, Cultura

L’incredibile storia della Sapienza, evacuata per gli effetti del terremoto manifestatosi in Emilia Romagna, ancora interdetta dopo tre anni, non ci fa stare tranqulli riguardo alle sorti della Biblioteca Provinciale della città.
La totale mancanza di interessamento alla vicenda della Sapienza da parte dell’Amministrazione Comunale, nonostante l’assoluto valore di servizio pubblico della Biblioteca, è preoccupante. Più volte, interrogata sull’argomento, l’Amministrazione ha risposto che non era sua competenza in quanto non si trattava di un bene comunale. In realtà il compito principale dell’Amministrazione comunale sarebbe quello di garantire il benessere dei cittadini, anche quello culturale e la chiusura di una Biblioteca importante come quella della Sapienza non va, senz’altro, in questa direzione.
Sulla questione della chiusura della Biblioteca Provinciale stanno già prospettandosi soluzioni inadeguate alla conservazione del suo ingente patrimonio. Ieri sulla stampa è apparsa la notizia che la Provincia (chi, il Dott. Marco Filippeschi nella sua doppia veste?) avrebbe chiesto all’Ateneo di acquisire e gestire il patrimonio librario della Biblioteca. Tale ipotesi, se realizzata, comporterebbe la dispersione della collezione e la distruzione del materiale bibliografico già in possesso dell’Università, come è accaduto in altre vicende. In più, la consultazione, sarebbe non più pubblica ma limitata.
Che l’Amministrazione comunale non prospetti nessuna soluzione atta a conservare integralmente e unitariamente la collezione della Biblioteca provinciale e a continuare ad offrire il servizio ai cittadini sembra inconcepibile. Al momento la Biblioteca Provinciale, se si esclude la Biblioteca comunale SMS (che però non possiede lo stesso materiale librario nè la stessa importanza), è l’unica biblioteca pubblica di tutta la città, una città che si è candidata come capitale della cultura.
Il M5S di Pisa si unisce alla richiesta avanzata da alcuni funzionari e cittadini, di riconsiderare l’utilizzo degli edifici del complesso denominato Officine Porta Garibaldi; tali edifici, infatti, sarebbero adatti ad accogliere l’intera collezione della Biblioteca Provinciale che potrebbe così continuare a svolgere il servizio pubblico a favore dell’intera collettività.
Ma forse per questa Amministrazione ha più valore l’apparenza della sostanza, e allora non si pone il problema di portare avanti carrozzoni vuoti, come il centro espositivo SMS e di “dismettere” importanti Biblioteche pubbliche, base della cultura della nostra città.

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