La chiusura della Sapienza compie 5 anni

Posted on 28 maggio 2017 · Posted in Beni culturali, consiglio comunale, M5S, Turismo, Urbanistica

Il 29 maggio 2017 ricorrono i 5 anni dalla chiusura del Palazzo della Sapienza, a seguito delle scosse di terremoto del 2012. Il cantiere è ancora aperto e l’edificio inagibile.

Questa Amministrazione ad oggi non è in grado di ipotizzare la riapertura del servizio pubblico della Biblioteca Universitaria di Pisa” Così risponde l’Università di Pisa ad una nostra richiesta di accesso agli atti dell’11 aprile u.s. Il Mibact, nella veste della direzione della Biblioteca, invece, tace e non risponde sul progetto dei lavori di adeguamento e consolidamento della BUP.

Si prende atto, quindi, che i lavori alla Sapienza, che avrebbero dovuto terminare in agosto 2016 avranno termine il 31 ottobre 2017 solo per la parte che riguarda l’Università mentre si intuisce dalle risposte che non c’è ancora un progetto per la BUP nonostante la deportazione, ormai da molti mesi, di tutto il patrimonio librario all’archivio di Stato di Lucca.


La procedura aperta di adeguamento, consolidamento e riorganizzazione funzionale della parte universitaria della Sapienza, ha subito ad oggi due varianti in corso d’opera con alcune richieste di chiarimento dell’ANAC relative, tra l’altro, al rilevante aumento dei costi rispetto all’aggiudicazione di gara. Dall’accesso agli atti emerge che l’importo complessivo contrattuale è lievitato di circa il 63% da 7,3 a 11,9 milioni e il quadro economico rimodulato di progetto arriva a 15,6 milioni. Rimane da capire, tuttavia, e chiediamo pubblicamente chiarimenti, se ci siano voci che non rientrano nel computo in quanto l’Università afferma che “ l’importo complessivo delle due varianti non risulta superiore al 50% dell’importo originario del contratto”.

Inoltre, si osserva che tra il 29 novembre 2016, data di sottoscrizione della prima variante e il 31 dicembre 2016, data prevista per il termine dei lavori è maturata l’esigenza della seconda variante per 2,28 milioni di euro, cioè in un mese circa. Ma di alcuni lavori si conosceva già la necessità da giugno 2016, come ad esempio le criticità della copertura del loggiato posto al primo piano. Quindi una prima variante, sapendo già che ne sarebbe arrivata una seconda, a integrazione del progetto definitivo messo a gara.

Infatti, complessivamente il quadro delle due varianti in corso d’opera mette in evidenza una progettazione di base carente e non si spiega, ad esempio, perchè ci si scordi fino a dicembre 2016 di pensare al gruppo elettrogeno di continuità, alle luci led, all’impianto di climatizzazione per la BUP, alla centrale termica che adesso prevede di servire anche palazzo Bianchi-Monzon e Palazzo Serafini.

L’Università afferma, al riguardo, che stante la legislazione vigente “non sono consentite ulteriori varianti al contratto originario”, dal che si deduce che i lavori necessari alla BUP dovranno essere banditi con nuova gara.

Ma, a questo proposito, dalla documentazione ricevuta emerge anche un campanello di allarme, da cui si evince, stante lo stop dell’ANAC all’inserimento di uno stralcio nell’attuale appalto, che un eventuale differimento degli interventi strutturali della BUP “comporterebbe ritardi notevoli delle lavorazioni in atto da parte dell’Università di Pisa, riducendo la piena e regolare fruizione degli spazi universitari, corrispondenti ad una importante aliquota della superficie totale degli spazi di pertinenza universitaria. Tali spazi, in tal caso, dovrebbero infatti essere posti in stato di inagibilità sino al termine dei lavori di consolidamento delle volte non ricompresi in variante. Una simile limitazione non consentirebbe inoltre la regolare esecuzione degli interventi che richiedono, di fatto, lavorazioni sia in corrispondenza di locali universitari sia di pertinenza della Biblioteca Universitaria Pisana”. Su queste criticità chiediamo un chiarimento pubblico da parte dei soggetti interessati al fine di avere una stima realistica della fine dei lavori dell’Università e della biblioteca.

Tuttavia, la possibilità di un sopralluogo all’intero cantiere, aperto e chiarificatore per la cittadinanza, è stata negata nei tempi brevi da noi indicati e quindi prendiamo atto che mentre ora la responsabilità dei ritardi è condivisa tra Università e Ministero, i libri non ritorneranno nella loro sede legittima per moltissimo tempo ancora e che la fruibilità dell’intero Palazzo della Sapienza grazie a conflitti tra burocrazie e scontri di potere è, purtroppo, ancora lontana.

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