Io sono antifascista

Posted on 22 luglio 2017 · Posted in Attivismo, consiglio comunale, Cultura, Diritti Civili, Eventi M5S, M5S

Base scritta dell’intervento in Consiglio Comunale di Elisabetta Zuccaro sulla proposta di deliberazione di iniziativa consiliare per la revoca della deliberazione del Consiglio Comunale del 23/5/1924 “Conferimento della cittadinanza onoraria a S.E.Benito Mussolini, Presidente del Consiglio dei Ministri e Duce del Fascismo”

Vorrei esprimere le mie perplessità su questa delibera, perché seppur ritenga che sia stata presentata in buona fede, si inserisce in un contesto non isolato, tra cui la recente legge Fiano, che tenta di disorientare l’opinione pubblica con atti e analisi che servono a cementare un sedicente fronte democratico e progressista e ad etichettare gli altri sulla base di categorie stereotipate al di là di quelli che sono i temi sul tavolo e le priorità.

Atti che vengono da forze politiche dai tratti schizofrenici, che in politica estera stanno con Poroshenko o con le guerre umanitarie USA e Nato mascherate da missioni di pace o con chi sponsorizza le destre in Venezuela contro un presidente democraticamente eletto.

Forze politiche che tentano di associare in un unico calderone fascista le tendenze sovraniste e antieuropeiste, che contrastano le lobby finanziarie che dominano di fatto l’Europa.

Ci sono operazioni di facciata politica che rientrano nella logica della strumentalizzazione di massa o distrazione di massa.

Con riferimento alla proposta di delibera di oggi dico che ho delle perplessità rispetto ad un’operazione che non centra l’obiettivo di affrontare il superamento culturale storico e politico del ventennio fascista, ma propone in modo maldestro una azione anacronistica e decontestualizzata nel tentativo di far passare come non antifascisti chi se ne dissocia.

Il contesto in cui è maturata la cittadinanza onoraria a Mussolini è parte della nostra storia e questa si che meriterebbe la nostra riflessione. Togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini non cancella la storia, così come non dà la medaglia antifascista al consiglio comunale che la vota. Le posizioni antiasciste si misurano forse meglio quando ci si oppone a un sistema che usa i manganelli contro le donne durante uno sgombero o alle ruspe sui campi rom o all’esercito in strada a presidiare il territorio.

Per traslare su scala nazionale, ad esempio, si capisce chi è o non è fascista vedendo chi consente che la fiducia dei risparmiatori sia ingannata, che sia rottamata la carta costituzionale o che siano imposti ripetutamente governi non rappresentativi dell’esito elettorale.

Quindi, se l’obiettivo della delibera è simbolico e vuole essere una rivendicazione dei valori antifascisti, io lo voglio dire chiaramente: io sono antifascista, ma non perché aderisca a una particolare ideologia. Il fascismo è ideologia mentre l’antifascismo è la negazione di quella ideologia e in questo mi riconosco. Infatti sono antifascista soprattutto perché sono figlia di questa Repubblica e ho interiorizzato l’antifascismo come un valore costitiuzionale, che sta in cima alla gerarchia delle fonti del nostro diritto e penso che chiunque ritenga di non essere antifascista sia portatore di valori sovversivi dell’ordinamento repubblicano.

Ma a questa premessa vorrei aggiungere una riflessioneche nasce da una provocazione giornalistica di questi giorni, che scomoda indegnamente la filosofia, citando Hegel come una clava per associare la caratteristica post-ideologica del M5S ad una visione d’insieme miope e quindi incapace di cogliere la vera conoscenza, con riferimento alla recente proposta di legge Fiano (che punisce la propaganda del regime fascista e nazifascista con immagini e contenuti di cui vieta produzione e vendita). Non entro nel merito della legge su cui mi limito a ricordare la prudenza della giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Consulta nell’interpretazione del reato di apologia di fascismo, dandone una lettura restrittiva, collegandolo cioè solo alla reale ricostituzione del partito fascista e non al reato di opinione, e questo per la particolare delicatezza del tema e per i suoi profili di costituzionalità.

Voglio invece riflettere sulla provocazione giornalistica che per me è la sintesi della propaganda di regime, quando dice, riferendosi alle posizioni politiche del M5S, che “dopo il tramonto del conflitto tra destra e sinistra, tra fascismo e antifascismo, è finalmente arrivato l’Assoluto Hegeliano, la notte in cui tutte le vacche sono nere“(Sebastiano Messina, La Repubblica 9 luglio 2017)

Come ho spiegato, non credo che parlare del superamento ideologico di destra e sinistra sia assimilabile a quello tra fascismo e antifascismo. Infatti,mentre destra e sinistra hanno perso nella prassi il collegamento ai propri schemi teorici, e abbiamo quindi forze politiche di sinistra che hanno messo in atto politiche di destra e viceversa, la contrapposizione fascismo e antifascismo è ancora uno schema interpretativo molto attuale che consente di misurare e presidiare il concetto di democrazia a condizione che non sia strumentalizzato.

Infatti, la tensione antisistema del M5S fa paura e tende a essere etichettata come fascista nel tentativo di associare al fascismo, in una corrispondenza biunivoca (questa si è una operazione da vacche nere) posizioni più ampie e articolate come il sovranismo, l’antieuropeismo, la messa in discussione dei presupposti dell’ordine mondiale, dalla NATO al ruolo delle grandi potenze e i relativi allineamenti.

Queste posizioni presentano un potere destabilizzante molto superiore per il “Sistema” e per i suoi poteri costituiti. E sottolineo che parliamo di sovranismo e antieuropeismo, riforma dell’alleanza atlantica, politiche migratorie, non in nome di razza e identità patriottica, ma per ragioni di contrasto al prevalere di poteri sovranazionali arbitrari che si sottraggono al controllo democratico, ragioni di contrasto alla deflazione sociale, allo scardinamento del sistema di welfare, alla creazione di nuove schiavitù, ad una distribuzione dei redditi dal basso verso l’alto e a un ordine mondiale basato sulle politiche di guerra.

L’Occidente è arrivato a tutto questo con con gli schemi interpretativi della destra e della sinistra, compiendo operazioni di distrazione di massa che nella complessità hanno fatto perdere di vista gli obiettivi alla gente.

La nostra analisi cambia il paradigma, arricchendo e sovrapponendo un nuovo schema interpretativo che smaschera l’ipocrisia del “Sistema” e la sua doppiezza. Si tratta di riconoscere la dissociazione della prassi dall’ideologia con la proposta di nuovi schemi interpretativi che hanno nella storia e nel divenire un punto di forza. Nella capacità di riconoscere la qualità delle politiche in base ai contenuti e non alle appartenenze.
I nostri detrattori pretendono di derubricarla a un’operazione di resettaggio e rimozione della storia, negando la forza della nostra analisi, la consapevolezza che il “Sistema” difende i privilegi di pochi. Stiamo dicendo che il re è nudo sostenuti dalla storia, dando una lettura non ideologica degli scenari. Abbiamo smascherato nel “Sistema” una forma di totalitarismo subdolo e strisciante che predica le libertà e i diritti mentre con approccio scientifico e sistematico nel tempo precarizza il lavoro, smantella il welfare e liberalizza i servizi creando deflazione sociale e approfondendo le disuguaglianze.
Chiudo tornando alla delibera che se gli uffici confermano essere legittima, propone, secondo me, in modo anacronistico di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

Tuttavia, io dico che se questo vuole essere un atto simbolico che chiede alla città di posizionarsi sul tema dell’antifascismo mi trova sicuramente a favore con tutte le premesse e considerazioni di merito fatte sopra.

Ribadisco che l’antifascismo è una categoria molto attuale ma vorrei sottolineare che va dimostrato nella prassi oltre che nei proclami, affinché le posizioni non siano solo di facciata. Va dimostrato ad esempio, opponendosi (contrariamente a quanto fatto recentemente da questa amministrazione) alla violenza contro le persone che manifestano pacificamente opinioni differenti, con la consapevolezza che la tolleranza rispetto alle opinioni è una garanzia di democrazia che avvantaggia soprattutto le minoranze e quindi il pluralismo.

Ma con altrettanta consapevolezza che anche la tolleranza deve trovare un limite nell’istigazione alla violenza, alla sopraffazione, all’odio e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Per cui voto questa delibera per rivendicare simbolicamente il mio antifascismo, ma prendo le distanze da chi si appunta la medaglia al petto pur essendo funzionale a un blocco politico che difende e sostiene un “Sistema” dai tratti sempre più autoritari e dirigisti, contro l’interesse degli ultimi.

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